Terrazzamenti Valtellina: 2500 km di muri a secco

La vita è troppo breve per bere vini mediocri.

Hai solo bisogno di trovare le OFFERTE giuste. Quello che ti proponiamo è un vino di QUALITA’ INDISCUSSA, come dimostrato dalle testimonianze delle persone che hanno avuto la fortuna di degustare i VINI DELLA VALTELLINA. Cosa aspetti? Ora non ti rimane che visitare la nostra enoteca online

Terrazzamenti Valtellina: 2500 km di muri a secco

La sistemazione terrazzata della vigna di Valtellina è l’elemento che maggiormente caratterizza il territorio. Attraverso la realizzazione del terrazzo è stato possibile recuperare allo sfruttamento agricolo le costiere pedemontane ed insediarvi le colture necessarie alla sopravvivenza delle popolazioni indigene.

Il sistema terrazzato della Valtellina si identifica con la realizzazione di una miriade di muri a secco in sasso che sostengono i ronchi vitati. Si tratta di un’opera iniziata millenni fa e portata avanti nel tempo attraverso la fatica e il lavoro quotidiano dei viticoltori che a tutti gli effetti contribuiscono al mantenimento del territorio.

Si stima che i muri si sviluppino per oltre 2500 km, con un’incidenza media/ettaro superiore ai 2000 mq di superficie verticale con costi estremamente elevati in termini di lavoro. Infatti a causa delle condizioni climatiche di tipo alpino, soltanto l’elevata esposizione delle ripide scarpate del versante Retico ed il calore ceduto per irraggiamento dalle sue rocce potevano fornire le condizioni ambientali per la coltura della vite.

Questo, però, non sarebbe stato possibile senza i sacrifici e le fatiche di generazioni di viticoltori valtellinesi i quali, oltre ad aver reso accessibili queste aree con la costruzione dei terrazzamenti, le continuano tuttora a mantenere.

 

I MURI A SECCO

Prima di iniziare la costruzione del terrazzamento, bisognava ripulire il terreno da eventuali rovi e sterpaglie, si tagliavano i rami che venivano dati al padrone, poi si cominciava a scavare e si mettevano da parte le pietre più grosse, che sarebbero servite per la costruzione del muro a secco.

Se queste pietre non erano sufficienti, se ne prendevano altre dal fiume o da pietraie vicine. Ad una profondità di 20-30 cm si trovava la roccia e su di essa si cominciava a costruire il basamento; poi si collocavano le pietre, dopo averne regolato la forma.

La disposizione doveva seguire uno schema preciso: nella prima fila, di base, le pietre venivano semplicemente allineate l’una accanto all’altra, nella fila successiva ogni pietra doveva essere a cavallo delle due sottostanti, in modo che il suo peso le bloccasse.

La costruzione del muro era quindi quasi una tessitura. Ci si serviva di sassi più piccoli per tenere fermi quelli grossi in posizione orizzontale. Si procedeva così fino a completamento del muro, seguendo l’inclinazione del 20% (circa) verso monte. Una volta finito, costituiva una barriera per contenere la terra di riempimento. Il muro generalmente aveva una larghezza di circa 60 cm in sommità e di circa 80-100 cm alla base.

Per la manutenzione periodicamente bisognava ripulirlo dalle erbe e dagli arbusti infestanti le cui radici avrebbero potuto farlo franare. L’acqua defluiva naturalmente passando lungo le fessure lasciate tra i sassi e alla base di ogni muretto c’erano dei canaletti per indirizzare l’acqua che altrimenti sarebbe scesa lungo il terrazzo, trascinando con sé la terra. Delle scalette formate da pietre piuttosto piatte e della larghezza di un piede, inserite obliquamente nel muro, permettevano il passaggio da un terrazzo all’altro.

Il terrazzamento qui è una componente essenziale del fascino paesaggistico del territorio. Cosa aspetti? Vieni in Valtellina e scoprilo con i tuoi occhi!

vini di valtellina acquista online

Video correlati

introduzione territorio e clima
Dove si trova la Valtellina
Clima Valtellina

" was added to wishlist